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Giustizia
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Martedì 23 Febbraio 2010
Gioustizia e verità per P.Borsellino.- ![]() Giustizia e Verita' per Paolo Borsellino di Lorenzo Baldo - 21 febbraio 2010 (FONTE: Antimafia2000.it) Si tratta degli scritti inediti di Paolo Borsellino che, grazie alla disponibilità del figlio del giudice, Manfredi, sono stati raccolti da Giorgio Bongiovanni insieme alla redazione di ANTIMAFIADuemila e successivamente pubblicati in un volume. La prima edizione reca la data 2003, quello stesso anno la prima presentazione si tiene a Palermo alla presenza di numerosi magistrati della procura del capoluogo siciliano. Da quel momento si susseguono svariate presentazioni in tutta Italia. Nel 2008 il Consiglio Regionale delle Marche viene a conoscenza della preziosità di una simile documentazione e decide di adoperarsi per la seconda edizione. Quello stesso anno il libro viene presentato alla prestigiosa Fiera internazionale del libro di Torino. Inizia così un nuovo percorso. A distanza di 7 anni dalla prima edizione la profondità e la grande attualità delle parole di Paolo Borsellino tornano ad affacciarsi in un momento storico tra i più critici che il nostro Paese abbia mai attraversato. Il teatro è ormai pieno. Centinaia di persone assiepate in platea e in galleria. Molti sono in piedi. In diretta streaming vi sono 500 utenti collegati da tutto il mondo. La moderatrice dell'incontro, Anna Petrozzi, caporedattore di ANTIMAFIADuemila, si accorda con il sindaco di Sant'Elpidio a Mare, Alessandro Mezzanotte, per il saluto iniziale. Salvatore Borsellino deve ancora giungere da Ancona dove ha tenuto un altro incontro con gli studenti della facoltà di Ingegneria. Il tempo passa mentre la gente continua ad arrivare. Poi finalmente Salvatore varca l'ingresso. Un lungo applauso accoglie il fratello di Paolo Borsellino. E' stremato dal viaggio e dal precedente incontro. Si siede sul divanetto accanto a Bongiovanni e gli appoggia una mano sulla spalla. Gli occhi azzurri chiarissimi di Salvatore sono cerchiati da un affaticamento che non conosce tregua. Quattro conferenze in due giorni. Negli ultimi mesi gli incontri si sono moltiplicati a dismisura dal nord al sud d'Italia. Il suo popolo, quello delle agende rosse, cresce giorno dopo giorno, senza distinzioni di età o di ceto sociale. Ma le forze che lo sorreggono sono messe sempre di più a durissima prova. Ed è in quei momenti che si assiste ad un intervento che nulla ha di umano. E' lui stesso ad ammetterlo con un sorriso disarmante quando gli viene chiesto come faccia a reggere quei ritmi. “E' mio fratello che mi dà la forza... è Paolo...”. Ma è anche la rabbia che lo tiene in piedi quando una qualsiasi altra persona nelle sue stesse condizioni cadrebbe a terra dalla prostrazione. In sala non vola una mosca. Anna Petrozzi introduce l'incontro illustrando la nascita e la realizzazione del progetto editoriale “Giustizia e Verità”. Di seguito è il sindaco di Sant'Elpidio a Mare a fare gli onori di casa. Al di là della retorica dei discorsi ufficiali il dott. Mezzanotte ringrazia sentitamente Salvatore Borsellino ricordando l'esempio di Falcone e Borsellino e dei magistrati che insieme alle forze dell'ordine rendono onore “a quelle toghe appese al muro macchiate di rosso sangue...” attraverso il rispetto delle regole, espletando unicamente il proprio dovere. Il direttore di ANTIMAFIADuemila afferma successivamente che la strage di via d'Amelio “è la chiave che apre alla seconda Repubblica” in quanto “dopo l'assassinio di Giovanni Falcone è stata decisa dal più alto vertice del potere occulto (e non) in Italia, l'eliminazione indispensabile del giudice Borsellino che era diventato l'ostacolo che poteva fermare l'instaurazione nel nostro Paese di un regime. Un regime che in questo momento è quello che governa, possiamo chiamarlo fascista, piduista, massonico... mafioso”. In uno degli ultimi capitoli del libro vi è l'elemento cristologico della figura di Paolo Borsellino che valorizza gli insegnamenti di Cristo: il senso della sua giustizia, del sacrificio, e dell'umiltà. “Noi vogliamo conoscere la verità sulla strage di via d'Amelio” scandisce con forza Bongiovanni nel riprendere il discorso. Quella verità che si vuole occultare stravolgendo la realtà dove un assassino mafioso come Vittorio Mangano, lo “stalliere” di Arcore, viene definito eroe dal primo ministro e dal suo braccio destro Marcello dell'Utri. E proprio sulla figura di Vittorio Mangano il direttore di ANTIMAFIADuemila chiude la prima parte del suo intervento ricordando ai presenti l'ultima intervista a Paolo Borsellino (pubblicata recentemente su Dvd da “Il Fatto Quotidiano”) nella quale il giudice definiva Mangano una “testa di ponte” della mafia tra la Sicilia e il nord Italia e anche una “testa di ponte” dell'accumulazione di ricchezze e degli investimenti di Cosa Nostra nel nord. Un lungo applauso accompagna le parole di Bongiovanni mentre Anna Petrozzi introduce Salvatore Borsellino. La stanchezza si fa sentire attraverso il tono della sua voce. L'incedere è più lento del solito, ma la forza delle sue parole va oltre ogni condizione umana. Le persone sono letteralmente rapite dalla sete di giustizia di quest'uomo che non si dà pace fino a quando non la otterrà. Ma Salvatore non si dà pace neanche per i 7 anni nei quali è stato fermo, bloccato dal dolore e dalla disillusione di poter mai avere giustizia. Ed è questa sua rabbia, questo sentirsi costantemente in debito che gli brucia dentro e che alimenta l'adrenalina che gli fa macinare centinaia di km al giorno. Salvatore racconta con un filo di voce dei ragazzi che attraverso facebook, attraverso la rete, si sono uniti attorno a lui in una richiesta pressante di verità. Quegli stessi giovani che tenendo alta un'agenda rossa hanno impedito per la prima volta lo scorso anno che in via d'Amelio si assistesse alla solita deposizione delle corone di fiori delle autorità. “Solo se verrà fatta giustizia io potrò seppellire mio fratello – scandisce lentamente Salvatore – solo così potrò piangere mio fratello...”. La gente è commossa, ma Salvatore spiega che il suo intento non è quello di far commuovere, ma quello di far indignare così che ognuno a sua volta diventi strumento di quella ricerca di verità. Subito dopo racconta del viaggio a Sestu (CA) sulla tomba di Emanuela Loi. Un viaggio che Salvatore attendeva da anni e che si è potuto concretizzare con quella parte del popolo delle agende rosse presente in Sardegna che ha organizzato una marcia e una conferenza lo scorso 12 febbraio. Di seguito il suo viaggio nella memoria continua. “Quel 19 luglio arrivai a Palermo dopo la mezzanotte e quando arrivai in via d'Amelio ormai non c'era più quell'inferno... quell'inferno che io da poco ho avuto la possibilità di vedere... ho avuto da poco un video girato dai pompieri subito dopo la strage... mi dicevano di non guardarlo perchè ci sono delle scene terribili... e io invece l'ho guardato perchè quelle cose sono successe, è inutile chiudere gli occhi e non guardare... a cosa serve?.. Posso anche vedere mio fratello senza un braccio e senza gambe perchè tanto mio fratello è morto nel corpo, ma mio fratello in ogni caso è vivo, è vivo non è morto!!...”. Il pubblico lo abbraccia in un applauso che sale immediato. “Quella strada era piena di pezzi di carne – prosegue senza fermarsi Salvatore – piena di sangue che scorreva e che andava a bagnare quella terra dove oggi cresce quell'ulivo che ha fatto piantare mia mamma... Ma quelle cose sono successe! Quello che è terribile è che giustizia non sia stata fatta per quello che è successo... e che la verità non sia venuta fuori... è per questo che io devo combattere e devo gridare resistenza, resistenza, resistenza!!...”. La voce di Salvatore è sul punto di crollare, ma la gente esplode in un nuovo applauso che ha la capacità lenitiva di tamponare la sua ferita. “Noi non dovremmo accettare di vivere in un Paese come questo... Tutti parlano di Berlusconi... ma la colpa di quello che succede è nostra... la colpa è nostra perchè non ci ribelliamo!”. Successivamente un sentimento di disprezzo viene rivolto da Salvatore nei confronti di coloro che la notte del terremoto in Abruzzo ebbero il coraggio di ridere pensando ai lucrosi affari in arrivo con la ricostruzione. La mancanza di una vera opposizione politica è uno dei tasti dolenti che Salvatore tocca senza remore. La sua amarezza verso la scelta dell'Idv di sostenere in Campania un candidato condannato in I° grado e attualmente sotto processo come Vincenzo De Luca è palpabile e viene vissuta come un vero e proprio tradimento. Così come per la scelta dell'apparentamento Pd-Idv con l'Udc nelle Marche, e non solo, alle prossime regionali. Questioni gravissime sulle quale Salvatore non transige. Nelle prime file vi sono alcuni esponenti politici della sinistra che non battono ciglio. NOSTRO COMMENTO: Fate girare questo video. Al seguente indirizzo troverai tutti i tredici video relativi alla presentazione del libro (http://www.youtube.com/user/AntimafiaDuemila#g/u) Clicca QUI Commenti (0) |
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