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Politica

Domenica 05 Settembre 2010

Discorso di Fini a Mirabello

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Mandiamo in onda l’intero discorso di Fini tenuto a Mirabello. Queste le reazioni a caldo dei vari Leader's

 IL DISCORSO DI FINI A MIRABELLO (5 settembre 2010)
 
Il Pdl boccia il discorso di Fini Maroni: "Valutare se andare avanti"
Dure le reazioni del Popolo della libertà. Più prudenti i commenti sugli sviluppi in Parlamento. Ma la Lega con Maroni riparla di rottura. Botta e risposta con Feltri. Bersani: "Maggioranza finita, no al gioco del cerino". Di Pietro: "Gianfranco fa il furbo". Rutelli: "Terzo polo più vicino" 

Fonte:Repubblica.it

 ROMA - Reazioni prudenti nel Pdl sugli sviluppi politici e parlamentari. Ma dure sui contenuti del discorso.  Questa la eco nel Pdl al discorso del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Mentre la Lega rilancia e si dice preoccupata per il futuro dell'esecutivo: "Valutiamo se andare avanti". Dalla sinistra la conferma che il Popolo della Libertà è in forte crisi e che è ora possibile un cambiamento. Ma anche l'esortazione al leader di Fli a "prendere una posizione chiara".


Ad aprire il fronte delle critiche è Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, che oltre a definire il  discorso di Fini deludente, rilancia le critiche alle "mancate spiegazioni" sulle vicende che lo riguardano. Capezzone attacca sottolineando "l'antiberlusconismo costante e quasi ossessivo; insulti e offese contro il Pdl e contro la stampa che a Fini non piace. Con queste provocazioni non si va lontano. Gli italiani potranno presto vedere se, dopo queste pessime parole, i parlamentari vicini a Fini avranno la lealtà di rispettare il mandato ricevuto dagli elettori, e se voteranno o no i provvedimenti del Governo. Ma questi attacchi costanti contro Pdl, Governo e maggioranza non promettono nulla di buono, e confermano la deriva dei mesi passati''.

Più prudente il  commento di Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo Pdl alla Camera: "Mi auguro che quello che ha detto Fini sui 5 punti programmatici sia una linea positiva di appoggio in Parlamento e non una tattica di logoramento nei confronti del governo: questo lo capiremo presto". Cicchitto però non rinuncia a lanciare uno strale contro il leader del Fli: "Fini dovrà riflettere sulla congruità di essere leader di una formazione politica con il suo ruolo di presidente della Camera". Il presidente dei deputati Pdl respinge le accuse di "stalinismo" nel Popolo della Libertà e, anzi, le ribalta su Fini: "Si era arrivati a un punto in cui erano venuti meno rapporti minimi di solidarietà. Tra l'altro, Fini quando dirigeva An non è che ci andava con la mano morbida, addirittura ha estromesso alcuni esponenti per una chiacchiera al bar...".

Anche Ignazio La Russa, ministro della Difesa ed ex "colonnello" di AN, si scaglia contro Fini: "Non sono i colonnelli che hanno cambiato generale (come aveva detto l'ex leader di An a Mirabello, ndr.), ma è il nostro generale che ha cambiato bandiera. I colonnelli non hanno cambiato generale, anche perchè è stato lui ad indicarci Berlusconi come leader. Piuttosto abbiamo preso atto con profonda tristezza che il nostro generale ha cambiato bandiera. E forse è pronto a cambiarla ancora".

Tra i berluscones parla anche Vittorio Feltri. "Infame è quello che dice Fini", dice il direttore de "Il Giornale". "Fini reclama per se stesso il diritto al dissenso nel Pdl e poi non consente ai giornali, il mio e Libero, di criticare lui. Le nostre, quella de 'Il Giornale' e di 'Libero' sono contestazioni documentate".

"Mi pare evidente che sia rinata Alleanza Nazionale, un partito che assicura gli interessi del Sud più che quelli della Padania che per Fini non esiste ma per noi esiste eccome". Lo ha detto il ministro degli interni, Roberto Maroni. "La questione è seria - ha aggiunto - bisognerà valutare nei prossimi giorni se ci sono le condizioni per andare fino alla fine della legislatura oppure no".

Il passaggio che sembra invece preoccupare più Umberto Bossi è quello sulal legge elettorale. Che per il resto ostenta understatement. "Doveva essere una giornata importante perchè parlava Fini, ma potevamo anche far finta di niente perchè non ha detto niente di importante nè di nuovo: ha detto, peggio, che la sinistra ha ragione e che bisogna rifare la legge elettorale".

Senza mezzi termini Francesco Storace, leader della Destra, che esorta Berlusconi "a cacciare senza esitazioni Fini. Patto di legislatura? E' solo politichese. Se stai nel Pdl stai dicendo al tuo partito che devi decidere tu e non chi ha i voti. Se fai un altro partito e non hai il coraggio di dirlo vuol dire che vuoi un governo di coalizione. E' politichese".

Di diverso orientamento i commenti dei leader del centro e della sinistra. Luigi Bersani, segretario del Pd, denuncia "la fine del partito del predellino". Secondo il leader democratico "il partito dell'amore è finito a schiaffoni". Trapela però anche un filo di delusione: "Ora comincerà il gioco del cerino, ma il Paese non può subire traccheggiamenti. Perchè così vanno a fuoco le soluzioni per il Paese"

Per Rosy Bindi, presidente Pd, quello di Fini è "Un discorso coerente che ha confermato la determinazione a costruire in Italia una destra moderna e europea. Fini con la sua battaglia politica offre un contributo importante al superamento dell'anomalia berlusconiana e a far maturare una seria democrazia del bipolarismo, nel solco della nostra cultura costituzionale. Una destra da cui noi ci distinguiamo e con la quale sono evidenti le differenze e le distinzioni su cui competere per il governo del paese ma che non mette in discussione e anzi condivide i valori della Costituzione e i principi basilari della democrazia. Verificheremo in che modo questa coerenza e questo progetto potranno convivere con il populismo eversivo di Berlusconi e Bossi, con una maggioranza e un governo che da oggi, davvero non ci sono più".

L'invito a Fini "a non fare il furbo" viene  da Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: "O stai all'opposizione o al governo. Hai fatto un discorso che faccio io tutti i giorni, sul conflitto di interessi, su tutta l'accozzaglia 'stranamore' che circonda Berlusconi. E quindi? resti in maggioranza e approvi i cinque punti. Non fare il furbo, fai una scelta".

Per Pierferdinando Casini, leader dell'Udc, invece, conta molto il "patto di lealtà" con il centrodestra che ha confermato Fini a Mirabello. Ma c'è grande assonanza sui contenuti. "L'unico vero dissenso con Fini è che oggi ha fatto una analisi che noi facemmo due anni fa prevedendo che il Pdl sarebbe stato Forza Italia allargato. L'errore di Fini è stato quello di salire sul predellino, oggi la sua analisi invece è condivisibile specialmente quando parla di quoziente familiare e di necessità della riforma elettorale. Berlusconi assuma da questa vicenda per andare in Parlamento e dire che una fase si è chiusa e che il Paese ha bisogno di svoltare. Che le cose sono cambiate. Faccia un appello anche all'opposizione perchè non tutti sono sfascisti".

Francesco Rutelli, segretario dell'Api, considera il discorso "largamente condivisibile nel merito e persino sovrapponibile a gran parte delle proposte emerse a Labro". "Non entro nel merito dei rapporti nel  centrodestra, Fini resta in maggioranza, noi all'opposizione, ma certamente oggi il nuovo polo è piu vicino".
 
NOSTRO COMMENTO: Aspettiamo qualche giorno per dare il tempo ai vari esponenti dei partiti di riflettere bene sul discorso di Fini.


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